Leo Pugliese | Con la precisione di un orologio svizzero di questo periodo si torna a parlare di mobilità e di traffico. Una precisione che fino a qualche anno fa aveva la calendarizzazione nel dopo pasqua. Subito dopo le festività pasquali, negli anni pre covid, si iniziava a parlare di modelli di traffico, di divieti, di targhe alterne e scemenze varie.
Puntualmente pannicelli caldi che non servivano purtroppo a nulla. Del resto era chiaro ( ed è anche oggi ) che è quasi impossibile regolamentare la mobilità del territorio senza mettersi contro l’ottanta per cento dei procidani.
Come si può governare una Nazione che ha 246 tipi diversi di formaggio?” si chiedeva il Presidente De Gaulle.
Allo stesso modo potremmo dire: come riuscire a governare la circolazione in un’isola come Procida, dove ognuno ha la sua personale idea di mobilità? E, aggiungiamo, ognuno ha un specifico interesse, o esigenza, o desiderio diverso, e spesso contrapposto, con un altro cittadino, magari suo vicino di casa.
Il problema è esploso da almeno 30 anni o qualcosa in più. Già dagli anni 80 si era capito che il tessuto viario era insufficiente ad ospitare il numero di veicolo che circolavano sull’isola. Nella seconda metà degli anni 90 veniva realizzata la più grande azione di riduzione del traffico finora sperimentata nell’isola: oltre 10 ore di pedonalizzazione dell’intera isola (con l’attivazione di servizi alternativi di mobilità, come il taxi collettivo).
Del resto la popolazione si sarebbe, alla lunga, adattata a quel modelli, senza eccessivi traumi. Furono lobby ed interessi trasversali (tutti legittimi) a condizionare sempre di più le scelte amministrative: prima vanificandole (con migliaia di permessi) e poi rendendo inutile il tentativo, che si restrinse sempre più.
E’ compito della politica indicare una soluzione a LUNGO RAGGIO e a medio termine, che, con un percorso democratico, porti alla decisione finale. Meglio se si arrivasse a procedere ad un piano organico deliberato dal Consiglio Comunale, lasciando alle ordinanze, anche in questo campo, il solo compito di regolare le urgenze. Questo potrebbe essere un obiettivo che una amministrazione, che ha ricevuto un forte mandato di rinnovamento, potrebbe raggiungere entro i primi sei mesi di mandato, iniziando l’anno nuovo con un nuovo dispositivo.
Anche perché il problema della mobilità è un problema che non riguarda solo l’aspetto turistico della nostra isola: non si deve ridurre la circolazione a beneficio solo dei turisti. Provate a circolare d’inverno dalle 5 alle 6 di pomeriggio (o sera) e vedete che traffico!
Ieri intanto il gruppo consiliare di “Procida per tutti” ha protocollato una interrogazione da discutere nel primo consiglio comunale possibile, ponendo una serie di domande all’amministrazione:
«I sottoscritti consiglieri comunali iscritti al gruppo consiliare Procida per tutti
premesso che per l’ennesimo anno si è arrivati alla stagione estiva senza alcuna programmazione di un piano trasporti coordinato e condiviso;
che l’isola vive una stagione di presenza mediatica che sta ingenerando grandi aspettative nei potenziali visitatori nei cittadini e procidani stessi;
che le strade di Procida a pochi giorni dalla completa di partenza si presentano in uno stato di assoluto caos e che le prospettive non appaiono delle migliori;
che ad oggi l’amministrazione comunale non ha avvertito neanche in tale materia la necessità di avviare un confronto con la minoranza, ne ha resa pubblica alcuna proposta;
che da più parti giungono voci di arrivi di autobus nuovi che dovrebbero integrare quelli dell’eav;
che lo stesso divieto di far sbarcare le auto dei figli procidani non residenti nonché di turisti provenienti da fuori regione appare come un atteggiamento passivo e pilatesco;
che tutto il comparto appare regolato da approssimazione e dispregio del confronto democratico con le categorie;
Tutto ciò premesso
si interroga per sapere quali misure sono in programma per regolare il traffico ed i trasporti nei prossimi mesi;
se è vero che è stata prevista alla implementazione del servizio bus e nel caso positivo e quali sono gli accordi intrapresi;
come si intende affrontare a regime la complessa soluzione del servizio integrato trasporti traffico;
se è vero che l’amministrazione ha costituito una commissione di supporto con ciò scavalcando le commissioni consiliari e qualsiasi dibattito costruttivo con la minoranza;
per quale motivo non si è proceduto ad illustrare gli eventuali progetti ascoltando la voce dei cittadini e delle categorie».
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