Leo Pugliese | Nel pomeriggio di qualche giorno fa, una tartaruga marina della specie Caretta caretta è stata ritrovata senza vita sulla spiaggia della Silurenza, a Procida. L’esemplare, ormai in avanzato stato di decomposizione, è stato segnalato alle autorità competenti, che hanno immediatamente attivato il protocollo previsto per questi casi.
L’intervento tempestivo è stato coordinato dalla Guardia Costiera di Procida, sotto la guida del Tenente di Vascello Vito Andrea Siciliano, che ha provveduto a delimitare l’area del ritrovamento e a informare l’ASL competente. Il personale sanitario ha poi provveduto al recupero della carcassa e al suo trasferimento presso la Stazione Zoologica Anton Dohrn di Napoli, uno dei principali centri di riferimento per lo studio e la tutela della fauna marina. Qui saranno effettuati tutti gli esami e gli accertamenti veterinari necessari per determinare le possibili cause della morte dell’animale.
La morte di una Caretta caretta, specie protetta a livello internazionale, è sempre un evento che desta preoccupazione, soprattutto quando avviene in prossimità delle coste. Le cause del decesso potrebbero essere molteplici e possono essere riconducibili sia a fattori naturali che ad attività umane.
Tra le ipotesi più probabili, vi sono:
- Interazioni con le attività della pesca, come la cattura accidentale in reti da pesca o palangari, che rappresentano una delle principali minacce per questa specie.
- Collisioni con imbarcazioni, particolarmente frequenti nelle zone con un alto traffico marittimo. Gli impatti con le eliche o con le chiglie delle barche possono causare gravi ferite alle tartarughe marine, spesso letali.
- Inquinamento marino, un problema sempre più diffuso. Molte tartarughe ingeriscono plastica e altri rifiuti scambiandoli per cibo, con conseguenze fatali per il loro sistema digestivo.
- Cambiamenti climatici e alterazione degli habitat naturali, che influenzano la disponibilità di cibo e le rotte migratorie di questi animali.
Come previsto dal protocollo ufficiale, la Guardia Costiera ha redatto una dettagliata scheda di rinvenimento, che è stata trasmessa al Reparto Ambientale Marino del Corpo delle Capitanerie di Porto. Questi dati confluiranno nel database nazionale dei ritrovamenti, gestito dal Ministero dell’Ambiente, contribuendo così al monitoraggio della popolazione di Caretta caretta e al miglioramento delle strategie di conservazione.
Negli ultimi anni, il numero di segnalazioni di tartarughe marine spiaggiate lungo le coste italiane è aumentato, un fenomeno che evidenzia la crescente pressione che l’uomo esercita sugli ecosistemi marini. Gli esperti sottolineano l’importanza di adottare misure sempre più efficaci per la tutela di questa specie, che svolge un ruolo fondamentale nell’equilibrio dell’ecosistema marino.
Oltre agli interventi delle autorità, è fondamentale il contributo di cittadini e bagnanti, che possono segnalare tempestivamente alle autorità il ritrovamento di tartarughe in difficoltà o di esemplari morti. La collaborazione tra istituzioni, associazioni ambientaliste e comunità locali è essenziale per garantire una maggiore protezione a queste creature marine.
Il ritrovamento della tartaruga sulla spiaggia della Silurenza rappresenta un ulteriore campanello d’allarme sulla salute del Mediterraneo. Gli esiti degli accertamenti veterinari potranno fornire informazioni utili per comprendere meglio le cause della morte e per adottare strategie di conservazione più efficaci, nella speranza di ridurre sempre di più questi tragici episodi.
Per ridurre il numero di tartarughe marine morte sulle nostre coste, è fondamentale adottare una serie di misure di prevenzione e tutela. Tra le azioni più importanti vi è la riduzione dell’impatto della pesca, promuovendo l’uso di attrezzi sostenibili come reti meno pericolose e ami circolari, oltre a formare i pescatori su come liberare le tartarughe accidentalmente catturate senza causare danni. Anche la creazione di aree marine protette può contribuire a limitare i rischi. Un altro aspetto cruciale è la prevenzione delle collisioni con le imbarcazioni, imponendo limiti di velocità nelle zone frequentate dalle tartarughe, modificando le rotte di navigazione e sensibilizzando i diportisti sull’importanza di segnalare eventuali animali feriti.
Parallelamente, è essenziale contrastare l’inquinamento marino riducendo l’uso della plastica, organizzando campagne di pulizia delle spiagge e sensibilizzando cittadini e turisti sulla corretta gestione dei rifiuti. La protezione degli habitat naturali è altrettanto importante, attraverso il monitoraggio delle spiagge di nidificazione, la riduzione dell’inquinamento acustico e luminoso e l’adozione di politiche per contrastare i cambiamenti climatici. Fondamentale è anche il coinvolgimento della comunità: chiunque trovi una tartaruga in difficoltà dovrebbe segnalarla tempestivamente alle autorità competenti, mentre la partecipazione a programmi di volontariato e l’educazione nelle scuole possono contribuire a una maggiore consapevolezza sulla tutela della fauna marina.
La protezione delle tartarughe marine richiede quindi un impegno congiunto tra governi, pescatori, cittadini e istituzioni scientifiche, poiché solo attraverso azioni concrete e collaborazione sarà possibile ridurre queste morti e garantire la sopravvivenza di una specie fondamentale per l’equilibrio dell’ecosistema marino.