[intro]Panchina lunga per il PDL nella giunta di Giosi Ferrandino[/intro]Sulla fascia destra, nell’angolo dove si riscaldano i calciatori prima di entrare sul terreno di gioco a partita inziata, c’è un’ottimo Giovanni Sorrentino che aspetta solo di essere chiamato dal guardialinee e rientrare nell’agone politico. Finalmente, per il grande vecchio (inteso soprattutto come esperienza) è arrivato il tempo di prendersi prima la rivincita contro il nipote e poi contro quanti lo pensavano morto. Ma come si dice, chi l’ha duro la vince!
E’ questo il giusto preludio alla definenda giunta di Enzo Ferrandino. Ormai sembra che i giochi siano quasi fatti. Paolo Ferrandino entra nell’esecutivo, Giovanni Sorrentino lo surroga in consiglio e, chi rischia di essere decapitato è il solo Giosuè Mazzella.
Degli altri due gruppi che devono indicare gli altri componenti del governo locale, Cristian Ferrandino e Luca Montagna da un lato e Ottorino Mattera e Luca Spignese dall’altro, c’è chi ha imposto un nome maschile. Non si passa. O maschio o niente lista alle prossime elezioni, ma solo un posto in lista e con candidati nelle partecipate “porta voti”. Il ricatto politico (non fatevi venire nulla, Carmine Bernardo già mi ha fatto assolvere contro chi credeva che “ricatto” fosse una diffamazione. Ricordate Luigi Mattera e Stefano Pettorino?) è questo: o un uomo o la lista. Un dubbio che Giosi ed Enzo (preoccupati in questi mesi a blindare la prossima coalizione politica) dovranno fugare presto e se prediligono per la “lista”, la testa di Giosuè Mazzella cade. Così, dall’oggi al domani con buona pace di Gigi Di Vaia.