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Ingrao: il cordoglio del Prc di Ischia

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Il circolo del Prc dell’isola d’Ischia esprime profondo cordoglio e lutto per la scomparsa del compagno Pietro Ingrao, avvenuta alla veneranda età di 100 anni ieri pomeriggio a Roma. Il compagno Pietro Ingrao tra i più grandi protagonisti del 900’ italiano, ultimo dei grandi dirigenti comunisti del dopoguerra rimasto in vita fino ad oggi, ha rappresentato per un’intera vita la coerenza e la fermezza nella lotta per i diritti della classe lavoratrice e per la conquista del socialismo, dalla militanza comunista nell’illegalità durante gli ultimi anni del regime fascista, alla partecipazione all’eroica lotta di liberazione dal nazifascismo, all’operato come direttore dell’Unità, all’egregio svolgimento del ruolo di presidente della camera a fine anni 70’, alla lotta contro il catastrofico scioglimento occhettiano del Pci e in vecchiaia all’avvicinamento al Prc. Riferimento dell’ala più rivoluzionaria del Prc, comunista libertario ed eretico, divenne famoso per il suo richiamo alla legittimità del dissenso, rara la sua capacità riflessiva. E’ rimasto fedele e ha lottato per i suoi ideali fino alla fine. Notevoli le sue passioni culturali per la poesia come per la scrittura che per il cinema. Tutta la sinistra di classe piange affranta un suo straordinario protagonista. Ingrao voleva la luna, che proprio ieri stasera è stata rossa per lui. Che la terra ti sia lieve compagno Ingrao.
Isola d’Ischia al dì 28 Settembre 2015

1 COMMENT

  1. Non intendo fare nessuna polemica. Ho letto il comunicato che si presenta ed offre un quadro obiettivamente sintetico e reale. Ho avuto occasione di conoscere da vicino e indubbiamente era molto diverso da altri dirigenti in particolare di quelli che poi hanno sciolto il Pci.

    Purtroppo non aveva compreso che dopo la morte di Enrico Berlinguer il Pci aveva cambiato non solo obiettivi seppur in modo dialettico certo ma mascherato s’intende, ma anche comportamenti ordinari che via fino allo scioglimento del partito sono nei fatti sono diventati non più a favore delle classi lavoratrici.

    Rappresenta in senso storiologico s’intende che l’ideologia è ideologia e resiste alla storia, ma le scelte politiche ordinarie, giorno per giorno, impegnano a livello quotidiano e i danni sono stati notevoli. Lui pur comprendendo bene il quadro delle innovazioni nei comportamenti politici non si è speso per per davvero e in maniera completa per le classi lavoratrici.

    Aderì pienamente a Rifondazione?

    Non mi risulta!

    Naturalmente è stato e resta una figura simbolica dell’Italia anche se io non ho condiviso le sue scelte anche perché aveva un modo di fare politica non più adeguato: i suoi sostenitori, denominati “ingraiani” (E, non tutti erano del Pci!) non erano a favore di una dialettica libera e credevano di essere sempre nel giusto e su tutti i temi. Ed è, grazie anche a loro che oggi siamo nella situazione attuale.

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