mercoledì, Febbraio 26, 2025

Le storie di Sandra Malatesta. Rosa Taglialatela e Antonio Manzi

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Sandra Malatesta | Questo giovedì torna ancora il ricordo di una famiglia numerosa, molto conosciuta per il capostipite Antonio, che aveva il soprannome di “Mintonio”. Erano tempi duri, e anche andare a pesca era molto più faticoso di oggi. Agli inizi del Novecento, la nostra spiaggia vedeva tanti uomini partire per la pesca: era un vero e proprio villaggio di pescatori, con tante barche a remi, i primi gozzi dai colori mediterranei, il mare pieno di pesci e, ogni giorno, il rito della preparazione prima di passare la notte in mezzo al mare, soffrendo il freddo e la fame, anche se quelle dolci mogli preparavano sempre una merenda.A me sono rimasti impressi i calzettoni di lana, lavorati a mano con quattro ferri e con lana doppia, e gli stivaloni. Antonio Manzi nacque a Ischia il 20 maggio 1889 e ebbe come fratelli Raimondo e Giuseppe e come sorella Raffaella.

Era un uomo simpatico, allegro, ironico, che spesso si vedeva seduto sulla spiaggia mentre stendeva le reti al sole e cercava buchi, circondato da altri pescatori che ascoltavano i suoi racconti allegri e divertenti. Sapeva fare scherzi ed era molto amato proprio per quel carattere, che per quei tempi era molto raro.Crescendo, Antonio si innamorò di Rosa Taglialatela, nata il 30 maggio 1892, conosciuta anche con il soprannome di “Rusenella di Andrea”.

Suo padre e suo nonno erano venuti a Ischia da Giugliano e lavoravano molto bene il marmo. Per questo furono soprannominati “Artisti”, ed eccellevano nel creare angioletti di marmo da mettere nelle varie cappelle del cimitero. Erano artigiani precisi e gran lavoratori.Rosa e Antonio si sposarono e andarono ad abitare prima a San Ciro e poi nella traversa che partiva da Via Venanzio Marone e sbucava nella zona della chiesa di San Pietro, che tutti chiamavano “‘Ncopp u piscinal”. Antonio andava per mare, mentre Rosa, come tutte le donne di allora, restava a casa a crescere i figli: Brigida, Michele, Italia, Andrea, Luciano, Flora, Rita e Tonino.

Mi ha raccontato una delle loro nipoti, Carmela, che quando andava a casa dei nonni trovava lui seduto e, appena la vedeva, diceva: “Ecco, sono arrivate le mie scrofrette!”, mentre la nonna era sempre vicino ai fornelli a friggere il pesce fresco, che in quella casa arrivava in abbondanza.Rosa aveva un solo fratello, di nome Gioacchino, che da sposato ebbe tre figli: Andrea, Pietro e Nicola Taglialatela, molto conosciuti a Ischia per il loro lavoro di costruttori prima e poi di albergatori, tanto da essere soprannominati “Pinguini”.Questa famiglia, che ho voluto ricordare, è stata veramente unita: si sono sempre aiutati tra loro e io ricordo bene la famiglia del fratello più piccolo, Tonino, che sposò Carmela di Scala, sorella di Ciro Penniello, ed ebbero cinque figli.

Tonino era sarto e lavorava in un piccolo stanzino che, alla sua morte, fu usato da suo fratello Michele, un uomo dolce che chiedeva sempre di non preoccuparsi per lui. Conoscendo il figlio di Tonino, Gigi Manzi, ho capito da chi ha ereditato quel senso dell’ironia, la voglia di scherzare e di essere allegro: sicuramente dal nonno Antonio.Conosco bene Rita Trani, figlia di Flora e mia dolce alunna, e di vista conosco quasi tutti i nipoti, in particolare Fortuna Mazzocchi, figlia di Rita e di Giuseppe Mazzocchi.Due figlie di Antonio e Rosa, Brigida e Italia (Lia), da sposate lasciarono Ischia: Brigida si trasferì a Roma e Lia a Livorno.Antonio morì il 18 agosto 1966 e Rosa il 4 settembre 1963.

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